IL SENTIERO È STATO APERTO

Certamente non fu un caso se Mère scelse proprio Satprem per esserLe vicino nei quindici anni del Suo lavoro sulla trasformazione delle cellule. Senza dubbio per essere il fedele trascrittore delle Sue parole e delle Sue esperienze, ma anche per avere accanto la persona adatta a continuare il Suo lavoro, nel momento in cui avrebbe dovuto raggiungere Sri Aurobindo oltre il velo.
In caso contrario potremmo considerare Mère una vecchia signora e non un Avatar, una manifestazione del Divino, manifestatosi nel duplice corpo di Sri Aurobindo e Mère, per svolgere un lavoro importante per l’umanità intera e per la trasformazione del piano della materia e dei fenomeni.
Per quanto mi riguarda non procedo mai per atti di fede e ritengo sperimentabile nel proprio mondo interiore la percezione del cambiamento che è stato prodotto dal Loro lavoro, soprattutto in termini di maggiori possibilità di crescita e trasformazione individuale. Così come sono percepibili nel mondo attorno a noi i segni del lavoro della Sopramente, la cui discesa e manifestazione è stata resa possibile dal lavoro di Sri Aurobindo e Mère. Occorre solo avere la volontà di attivare strumenti adatti a percepirli.
Il lavoro di Sri Aurobindo e Mère non è certamente cessato con il passaggio oltre il velo di entrambi, ma come il primo ha avuto bisogno della presenza materiale di Mère, così dopo di Lei c’è stata la necessità di altri che lavorassero e senza dubbio Satprem e la sua Compagna erano i più “qualificati” in tutti i sensi per condurre questo lavoro. Questi due esseri, che magari non saranno neppure “Maestri” nell’accezione classica, non sono stati certo persone comuni.
Le recenti infamie sono quindi da vedere come un operato di quelle energie contrarie che continuano a lavorare senza tregua contro ogni crescita e trasformazione.
Lo sforzo maggiore che queste forze contrarie compiono oggi è quello di operare perché l’insegnamento e l’opera di Sri Aurobindo e Mère vengano “imbalsamati”, studiati come fenomeno culturale, o peggio spirituale, o ancor peggio religioso, e non come l’opportunità e l’inizio di un reale cambiamento, un salto quantico della qualità dell’energia totale...
Già molti, operando come strumenti inconsapevoli di queste energie, si appropriano dei Loro insegnamenti, come esclusivi e legittimi continuatori, in una sorta di eredità, sempre esplicitamente negata da Mère e Sri Aurobindo, che hanno detto in tutte le occasioni di non voler fondare una religione e neppure una scuola, ma di lavorare per l’umanità in genere e per la trasformazione dell’intero piano della manifestazione, quindi su un livello incommensurabilmente più elevato e di qualità sostanzialmente differente da tutta la precedente tradizione, sia orientale che occidentale.
Per continuare la Loro opera occorre quindi essere “diluiti” nel mondo, pur non essendo del mondo, e non identificarsi in alcuna ristretta identità, ma integrare in sé quanti più aspetti è possibile. Ciò significa attivare sensi e capacità tali da cogliere i segni del Lavoro, e i veicoli umani, singoli o collettivi, che si muovono in sintonia, che accolgono i mutamenti... senza peraltro cadere nei sincretismi infantili dei movimenti new-age e similari.
Abbiamo la fortuna che questo sentiero è stato aperto da Sri Aurobindo e Mère e già percorso da alcuni pionieri coraggiosi e sinceri, il che apre molte più possibilità per chi segue.
Occorre solo la volontà e l’inflessione di non lavorare per una fuga in un qualche paradiso, né per una qualche “promozione” individuale, ma di “porsi al servizio“ del Progetto Divino, partecipando al Suo gioco con tutti noi stessi senza riserve.

Pino Landi
15 luglio 2007