DELFINI-BALENA

a cura della redazione del sito arianuova.org

Novembre 2008

Ci piacerebbe scrivere articoli sugli animali, su come abitano le varie parti di questo pianeta e sulle loro relazioni. Ma esistono videodocumentari in tal senso che, alla precisione del parlato, uniscono immagini suggestive e sempre più perfette.

Oppure dovremmo soffermarci su scoperte sbalorditive, come il recente ritrovamento della testa di un mammuth che, trovandosi sepolta sotto il ghiaccio, è stata trovata in ottimo stato di conservazione. Questo permetterebbe agli scienziati, grazie alle più recenti scoperte in campo genetico, di ricreare in vitro esemplari di specie estinte. Questo apre tutta una serie di considerazioni affascinanti, riguardanti per esempio la possibilità di ripopolare la terra con le specie estintesi negli ultimi due secoli.
Tuttavia, osservando il modo barbarico e crudele con cui gli esseri umani maltrattano le altre creature animali, ci prefiguriamo il povero mammuth chiuso in una gabbia, in modo che i curiosi possano andare a vedere questa meraviglia della natura pagando un modico biglietto d’ingresso. Oppure, osservando durante il periodo estivo la tragica fine dei cuccioli di cane, abbandonati sulle autostrade a un destino tremendo, ci convinciamo che dobbiamo occuparci dei problemi che riguardano gli animali. O, meglio, i modi barbarici che queste scimmie pensanti, sedicenti homo sapiens sapiens, hanno nei confronti degli altri animali che popolano il nostro pianeta.

Così, nostro malgrado, dobbiamo ora occuparci della mattanza dei delfini-balena. E lo facciamo utilizzando le parole di Beppe Grillo (prima che si ammalasse del tutto di hybris).

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«Quando i delfini-balena si avvicinano alle isole Far Oer della Danimarca è un giorno di festa. Le scuole chiudono e i bambini si recano in spiaggia insieme ai genitori. La popolazione, vestita con i costumi tradizionali, si appresta a ricevere i cetacei.
I delfini-balena arrivano in gruppi, molte femmine con i piccoli. Sono animali socievoli, curiosi e non hanno timore dell’uomo. È il grande spettacolo di autunno per gli isolani. In motoscafo spingono le balene nelle baie dove l’acqua è poco profonda.
Quindi si avvicinano con fiocine di due chili e le piantano più volte nelle carni degli animali finché non li hanno immobilizzati. I carnefici delle Far Oer possono allora estrarre i coltelli da 15 centimetri e tagliare grasso e carne viva per trapassare la spina dorsale.
I piccoli danesi applaudono mentre le balene gridano. Non lo sapevate? Le balene gridano come gli esseri umani quando sono macellate. L’acqua acquista un bel colore rosso sangue.
Duemila balene sono trascinate sulla riva dai coraggiosi abitanti delle Far Oer per essere lasciate agonizzare. La maggior parte marcisce ed è ributtata a mare.
Il delfino balena è una specie protetta e non si conosce il numero di esemplari ancora esistente.
Invito i lettori del blog a non recarsi in vacanza nelle isole Far Oer o a comprare prodotti danesi fino a quando questo ignobile massacro durerà.» (B. G.).

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Per aderire alla protesta contro il massacro dei delfini-balena vai a:
Whales massacre
(e, per favore, passa parola).

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