L’OPERA POETICA DI SRI AUROBINDO

- a cura del CENTRO STUDI arya -

Sri Aurobindo ebbe a dire di sé che, sotto il profilo squisitamente espressivo, è stato essenzialmente e primariamente «un poeta» e questa affermazione, ovviamente, va intesa nel senso più ampio e profondo del termine — kavi, sophos, vates, ollam phili, skáld.

L’arte di Sri Aurobindo utilizza i tre principali generi poetici con uguale genio e perfetta maestria: poesia epica, poesia drammatica, poesia lirica.

L’epopea Savitri è, senza alcun dubbio e per diretta ammissione dell’Autore, il capolavoro assoluto di Sri Aurobindo. E, tuttavia, sarebbe insopportabilmente limitativo e fuorviante considerare questo poema epico — come i frettolosi spesso fanno — il solo dettato poetico realmente degno di interesse mondiale. L’Opera poetica di Sri Aurobindo svela i suoi tesori più segreti solo quando la si considera nella sua interezza, senza tutte quelle divisioni o contrapposizioni assurde e inopportune tipiche delle menti ristrette e sempliciste. Possiamo anzi arrivare a dire che non si può godere appieno la poesia mantrica di Savitri, finché non si è in grado di apprezzare compiutamente la Sua intera Opera poetica, cogliendone il vibrato più genuino e profondo.

Così è per i più grandi creatori: non può il proprio capolavoro determinare in modo esclusivo la reale grandezza dell’artista; solo la globalità della propria produzione, la copiosità e l’abbondanza e la regolarità della sua ispirazione possono farlo. Shakespeare — per fare un esempio — ha indubbiamente raggiunto la più grandiosa maturità espressiva in capolavori come Hamlet o King Lear e, tuttavia, il genio poetico unico e incomparabile del Bardo di Avon lo si ammira compiutamente solo dopo avere apprezzato l’intera sua opera, ammirando (tra le altre cose) la pressoché inesauribile copiosità della sua ispirazione e l’infinita poliedricità del suo spirito creatore, generosamente infuso in una galleria di personaggi vastissima e mirabile, davanti alla quale si resta ammirati e sbalorditi oltre ogni dire. Se Shakespeare avesse creato “solo” i personaggi di Amleto e di Re Lear, sarebbe un grande poeta, ma non uno dei cinque o sei più grandi in assoluto che l’umanità abbia prodotto. Per restare in ambito teatrale, Edmond Rostand ha creato una commedia deliziosa e raffinatissima con il suo Cirano de Bergerac, ma oltre a quest’opera non ha lasciato null’altro di valore, ragion per cui il suo genio artistico risulta brillante e mirabile, ma fatalmente circoscritto a un singolo capolavoro. Analogamente, vi sono musicisti — Bach, Beethoven, Mozart, per citare i più grandi — che hanno saputo creare una massa considerevole di capolavori immortali, mentre altri, grandi anch’essi, seppur nei loro limiti, sono riusciti a raggiungere l’apice della loro arte in una o due opere, mentre il resto delle loro composizioni è gradevole ma per nulla eccezionale, frutto di un certo talento e di solido mestiere più che di autentico genio e reale ispirazione: rari nantes in gurgite vasto.

Uno degli elementi più sbalorditivi dell’Opera poetica di Sri Aurobindo — ma è solo il primo di una lunga serie di elementi destinati a balzare gradualmente in primo piano all’occhio attento —, è costituito dal fatto che non si riesce a immaginare come le Sue varie creazioni artistiche possano essere scaturite da un unico e medesimo Autore. Ancora oggi, similmente, molti studiosi si meravigliano di come l’immenso Omero abbia potuto comporre due poemi epici così diversi tra loro come l’Iliade e l’Odissea — uno incentrato su vicende di guerra, l’altro su viaggi avventurosi e sull’amore... Per non prendere in considerazione il Margite che, qualora fosse sopravvissuto integralmente, avrebbe certamente messo in luce una vena comica assente nelle altre due opere. Ci si è spesso ciecamente ostinati a voler immaginare due (o più) diversi autori dei capolavori omerici... Ancor più questa sensazione è valida leggendo i cinque testi teatrali di Sri Aurobindo (così incredibilmente differenti tra loro per situazioni, personaggi, intrighi, caratterizzazioni, implicazioni, scelte tematiche...), le poesie (mistiche, per la maggior parte, ma anche umoristiche o politiche o puramente romantiche), Savitri, l’omerico Ilion. Vi si possono trovare, certamente, scavando in profondità, tematiche ricorrenti e una equilibratamente diffusa grandezza apicale di linguaggio e di stile, ma altrettante e ancor più notevoli sono le sorprendenti diversità che caratterizzano ogni singola opera. E questo è uno dei segni distintivi della creazione di un Poeta eccezionalmente dotato al punto da costituire un vertice ineguagliabile, sommamente e felicemente articolato nella propria anima, nel proprio spirito, nella propria natura e nella propria espressività e ispirazione. Simili pozzi senza fondo sono davvero rari e, ognuno a proprio modo, unici e DIVINI.

Con questa precisa consapevolezza, abbiamo voluto pubblicare l’intera Opera poetica di Sri Aurobindo che, dopo trent’anni di gioiosi approfondimenti e inesauste (e tuttavia ancora ben lungi dall'essere esaurienti!) immersioni, consideriamo senza alcun dubbio di incomparabile levatura e di cui offriamo qui un elenco cronologico corredato da qualche indicazione di massima, invitando i veri amanti di Savitri a immergersi nell’intera Sua produzione artistica. Se sapranno accostarsi con altrettanto amore a questi altri sublimi capolavori, troveranno tesori inestimabili e, forse, inaspettati! Tutti gli altri — quanti cioè non si sono ancora concessi l’incomparabile privilegio di abbeverarsi alla pura sorgente eterna di questi versi rivelati — farebbero bene a colmare la lacuna al più presto, cominciando da un testo scelto “a caso” fra quelli qui di seguito elencati.


THE VIZIERS OF BASSORA

Genere poetico: commedia romantica in cinque atti (Atto I: 4 scene; Atto II: 4 scene; Atto III: 7 scene; Atto IV: 4 scene; Atto V: 7 scene).

Data di composizione: ca 1904.

Prima edizione (postuma): 1959.

Ambientazione: Iraq (VII secolo d.C.).

Metro poetico utilizzato: blank verse (pentametri giambici sciolti).

Numero dei personaggi: 25 (escluse le comparse).

Personaggi principali: Anis al-Gialis e Nur al-Din Alì.

Titolo italiano: I visir di Bassora [aria nuova edizioni, 2007; traduzione in endecasillabi con testo originale a fronte].


PERSEUS THE DELIVERER

Genere poetico: dramma lirico in cinque atti (Prologo; Atto I: 3 scene; Atto II: 3 scene; Atto III: 3 scene; Atto IV: 5 scene; Atto V: 3 scene).

Data di composizione: ca 1906.

Prima edizione: 1907.

Seconda edizione (riveduta dall’Autore): 1942.

Ambientazione: antica Siria (l’ambientazione originaria del mito greco aveva luogo in Etiopia; in entrambi i casi, comunque, i personaggi sono greci; inoltre, come l'Autore stesso sottolinea, «il paese in cui il dramma è ambientato è una Siria favolistica, non storica.»).

Metro poetico utilizzato: blank verse.

Numero dei personaggi: 28 (escluse le comparse).

Personaggi principali: Perseo e Andromeda; Cefeo e Cassiopea; Polidaone.

Titolo italiano: Perseo il liberatore [aria nuova edizioni, 2006; traduzione in endecasillabi con testo originale a fronte].


ERIC

Genere poetico: dramma lirico in cinque atti (Atto I: 4 scene; Atto II: 2 scene; Atto III: 2 scene; Atto IV: 2 scene; Atto V: 1 scena).

Data di composizione: 1910.

Prima edizione (postuma): 1960.

Ambientazione: Norvegia (IX secolo d.C.).

Metro poetico utilizzato: blank verse.

Numero dei personaggi: 8 (escluse le comparse).

Personaggi principali: Erik e Aslaug.

Titolo italiano: Erik [aria nuova edizioni, 2009; traduzione in endecasillabi con testo originale a fronte].


RODOGUNE

Genere poetico: tragedia in cinque atti (Atto I: 3 scene; Atto II: 5 scene; Atto III: 3 scene; Atto IV: 5 scene; Atto V: 4 scene).

Data di composizione: 1905-06 / 1912.

Prima edizione (postuma): 1959.

Ambientazione: Siria (in questo caso non “favolistica”, come nel Perseo, ma storica: II secolo a.C.).

Metro poetico utilizzato: blank verse.

Numero dei personaggi: 17 (escluse le comparse).

Personaggi principali: Rodogune, Antioco e Timocle, Cleopatra.

Titolo italiano: Rodogune [aria nuova edizioni, 2009; traduzione in endecasillabi con testo originale a fronte].


VASAVADUTTA

Genere poetico: dramma lirico in cinque atti (Atto I: 3 scene; Atto II: 3 scene; Atto III: 3 scene; Atto IV: 5 scene; Atto V: 3 scene).

Data di composizione: 1915.

Prima edizione (postuma): 1957.

Ambientazione: India (II millennio a.C.).

Metro poetico utilizzato: blank verse.

Numero dei personaggi: 16 (escluse le comparse).

Personaggi principali: Vatsa e Vasavadatta.

Titolo italiano: Vasavadatta [aria nuova edizioni 2009; traduzione in endecasillabi con testo originale a fronte].


ILION

Genere poetico: epico.

Data di composizione: 1909-1935 (incompiuto).

Prima edizione (postuma): 1957 (nel 1942 vennero pubblicati i primi 371 versi di apertura del primo Canto, sotto la diretta supervisione dell’Autore; l’edizione critica risale al 2008).

Ambientazione: Troia (ca 1.200 a.C.).

Metro poetico utilizzato: esametro dattilico.

Personaggi principali: Achille, Pentesilea e gli dèi dell’Olimpo.

Suddivisioni: 9 Libri (4.800 versi complessivi).

Titolo italiano: Ilio (la caduta di Troia) [aria nuova edizioni, 2008; traduzione in endecasillabi con testo originale a fronte].


COLLECTED POEMS

Genere poetico: lirico (poesie liriche e poemetti) [INGLESE: 171 liriche, 90 sonetti e 9 poemetti; BENGALI: 12 poesie liriche e 1 poemetto; FRANCESE: 2 poesie liriche; SANSCRITO: 1 poemetto e 1 upanishad; GRECO: 1 epigramma; ITALIANO: 1 frammento].

Date di composizione: 1881-1950.

Prima edizione completa (postuma): 2009.

Metro poetico utilizzato: vari (comprese svariate sperimentazioni metriche; il metro prevalente è comunque il pentametro giambico).

Titolo italiano: Poesie [aria nuova edizioni, 2010; traduzioni in versi con testi originale a fronte].


SAVITRI (A Legend and a Symbol)

Genere poetico: epico.

Data di composizione: 1915-1950 (incompiuto).

Prima edizione (postuma): 1954 (la prima delle tre parti di cui l’epopea è costituita venne pubblicata nel 1947 sotto la diretta supervisione dell’Autore; l’edizione critica definitiva risale invece al 1994).

Ambientazione: India (ma, come il sottotitolo lascia chiaramente presagire, la leggenda reca una precisa impronta simbolica e la narrazione riguarda tutta la terra in questa attuale fase di transizione).

Metro poetico utilizzato: blank verse.

Personaggi principali: Savitri e Satyavan.

Suddivisioni: 3 parti, 12 libri, 49 canti (23.837 versi complessivi).

Titolo italiano: Savitri (una leggenda e un simbolo) [aria nuova edizioni, 2011; traduzione polimetrica con testo originale a fronte].


Riassumendo, in conclusione, Sri Aurobindo ha lasciato un “Tesoro d’inchiostro” unico e incomparabile costituito da due testi di poesia epica, cinque opere di poesia drammaturgica (abbiamo volutamente tralasciato i pochi frammenti, ma sono comunque disponibili) e una cospicua produzione di poesia lirica. Nell’integralità di quest’Opera unica, ha riversato il vibrato di tutte le principali gradazioni di coscienza che, come un'immensa scala priva di soluzione di continuità, si elevano dal regno del fisico sottile, ai piani del vitale, ai mondi mentali, per spiccare il volo in quella Overhead Poetry ricca delle sfere superiori dell’intuizione, dell’ispirazione e della rivelazione surmentale. Nessun altro poeta aveva mai prodotto prima d’ora una simile cornucopia di Bellezza e Verità felicemente fuse insieme in una gioia creativa senza pari, permettendo a ciascuno di noi di immergerci radiosamente in quegli stessi domini.

...Felice immersione nel Mantra del Reale!