MESOPOTAMIA

Il primo popolo che si insediò stabilmente in Mesopotamia, verso la metà del IV millennio a.C., fu quello dei sumeri, un pacifico popolo di contadini che creò numerose città-stato (Nippur, Lagash, Ur, Eridu — ognuno con un suo nume protettore e il relativo tempio) poco distanti l’una dall’altra. Essi ci hanno lasciato una letteratura scritta che narra vicende di dèi (anzitutto la triade cosmica formata da An, il cielo; Enlil, la regione fra cielo e terra; Enki, la terra) e di eroi semidivini (primo fra tutti Ninurta), la creazione dell’universo e i misteri dell’oltretomba. La letteratura sumerica comprende testi epici, inni (per lo più magici o religiosi) e poesia sapienziale. I testi epici finora noti si raggruppano in tre cicli principali dal nome dell’eroe di cui cantano le gesta: il ciclo di Lugalbanda, il ciclo di Enmerkar, il ciclo di Gilgamesh — che è senz’altro il più importante dei tre, composto da diversi frammenti, ma imperniato su cinque poemetti principali: Gilgamesh e il paese del vivo;Gilgamesh e il toro celesteGilgamesh, Enkidu e gli Inferi; Gilgamesh e Agga; la morte di Gilgamesh. Il primo descrive l’eroica avventura di Gilgamesh con il suo compagno Enkidu verso la foresta dei cedri, dimora del mostro Huwawa. Ottenuta l’approvazione del dio-sole Utu, in compagnia di cinquanta valorosi concittadini non trattenuti da legami di famiglia, Gilgamesh attraversa le sette catene di montagne e giunge alla foresta del mostro. Qui è sopraffatto da un sonno profondo e al risveglio si rianima all’impresa. Nonostante i tentativi di difesa di Huwawa, che sprigiona le sette aure terrificanti, gli eroi riescono a penetrare nel suo recinto e, abbattuti i cedri, uccidono il mostro. Il secondo episodio narra l’alta eroica impresa dei due amici, nel liberare Uruk e se stessi dalla furia devastatrice del toro sguinzagliato da Inanna (la dea dell’amore ma anche della guerra) come rappresaglia e vendetta dall’essere stata respinta da Gilgamesh di cui si era innamorata. Il terzo episodio costituisce un’appendice disorganica contenente una introduzione mitica che ci riporta alle origini del mondo. Il quarto episodio descrive la rivalità fra due città, Uruk e Kish. Infine, il quinto e ultimo episodio narra che Gilgamesh, nonostante per la sua natura potesse aspirare all’immortalità, in realtà è sottomesso alla legge delle creature umane e muore.

Sconfitti gli accadi di Sargon il Grande verso il 2.400 a.C., i sumeri, sul finire del II millennio a.C. ripresero il sopravvento, ma verso il 2.000 a.C. furono sottomessi definitivamente da un popolo semitico: i babilonesi. Questi, muovendosi dalle regioni della Siria, si infiltrarono in Mesopotamia e vi fondarono una serie di città-stato; fra queste prevalse Babilonia, che giunse al culmine della sua potenza intorno al 1.700 a.C. con il re Hammurabi, ricordato per la sua opera di pace e per aver dato al paese le sue prime leggi scritte. Ma già verso il 1.600 a.C. iniziò per Babilonia un periodo di decadenza.
La mitologia babilonese trovò la sua più alta espressione poetica nel grande poema della creazione, conosciuto con il nome di Enuma Elish. Possiamo ammirare, in esso, l’arditezza delle immagini, l’elocuzione poetica, il momento drammatico. Di un certo pregio sono inoltre gli inni e le preghiere agli dèi, ma anche la letteratura magica (scongiuri, divinazioni, presagi).

All’inizio del 1.100 a.C. un nuovo popolo semitico, gli assiri, conquistò la Mesopotamia, e sotto il re Assurbanipal raggiunse una vastissima estensione territoriale. Per secoli, la scrittura e la lingua di Babilonia e di Assiria furono il mezzo di comunicazione tra le corti del vicino oriente e le composizioni sumeriche e babilonesi (miti, testi epici, inni, preghiere e formule magiche) venivano lette e ricopiate fuori dalla Mesopotamia. In seguito i babilonesi insorsero e diedero vita al secondo impero babilonese che, pur di breve durata, ebbe con il re Nabucodonosor un periodo di grandezza, finché nel 538 a.C., con la caduta di Babilonia in mano ai persiani di Ciro il Grande, la civiltà mesopotamica ebbe fine.