a cura della redazione del sito arianuova.org
Anche la medicina sta riscoprendo antiche verità.
Il professor Madera, specializzato in scienza dell’alimentazione, distingue tre categorie di cibi, da lui denomicati cibi “virtù”, cibi “passione”, cibi “inerti”. Ebbene, è la medesima distinzione che ritroviamo nella Bhagavad-Gita (antico testo poetico-sapienziale indiano scritto un paio di millenni or sono) fra cibi “sattvici”, cibi “rajasici”, cibi “tamasici”! Gli stessi termini utilizzati ricalcano quelli sanscriti.
Con un approccio decisamente più moderno, il professor Madera effettua alcune precisazioni pratiche e fondamentali all’interno dei tre ordini:
- i cibi «virtù» (o sattvici) sono quelli che assorbono l’energia dal sole e la trasmettono all’uomo, conferendogli salute, longevità e serenità; si tratta di frutta fresca e verdura, cereali integrali, latte, burro, miele, yogurt, formaggi non fermentati e simili;
- i cibi «passione» (rajasici), dai sapori intensi, i quali apportano un’energia che dura poco e che se sono consumati regolarmente producono malattia; si tratta di cereali raffinati, spezie, caffé, formaggi stagionati, sale, dolci, zuccheri;
- i cibi «inerti» (tamasici), che hanno cioè poca energia, appesantiscono e intossicano, predisponendo alle cosiddette malattie del benessere e ai tumori; nella lista fornita dal medico, troviamo carne, salumi, alcol, grassi animali, uova dopo il quindicesimo giorno, cibi conservati, aceto.
Non a caso, in India vi è sempre stata una generale prevalenza al vegetarianismo.
Vi sarebbe poi un’altra considerazione, di ordine etico, che per ovvi motivi era assente nell’antico sistema, non essendoci all’epoca i problemi di sovrappopolazione umana del pianeta che oggi drammaticamente viviamo. Riguarda l’influenza del consumo di carne sul problema della fame nel mondo: per produrre un chilo di carne (sufficiente per sfamare 5-6 persone) si consumano 30mila litri di acqua e 16 chili di cereali (che sfamerebbero 40-50 persone!).
Basti pensare che tre quarti della produzione mondiale di cereali è dedicata agli allevamenti per la produzione di carne.
«Se si consumasse meno carne e si cambiasse il nostro sistema alimentare, ridurremmo le patologie e daremmo al Terzo mondo la possibilità di soffrire meno la fame, senza contare che le popolazioni vegetariane sono meno aggressive e più pacifiche di quelle che si alimentano con la carne», conclude la relazione medica.
Peraltro, la lista dei vegetariani celebri parte dall’antichità per arrivare ai nostri giorni e comprende, in ordine sparso, Aristotele, Pitagora, Cicerone, Diogene, Platone, Plinio, Socrate, Seneca, Shamkara, Sofocle, Epicuro, San Francesco, Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Edison, Tesla, Franklin, Freud, Gandhi, Ippocrate, Mazzini, Newton, Nietzsche, Paganini, Pascal, Shaw, Wagner.
Tanti anche i personaggi dello spettacolo e della cultura che non consumano carne: Giorgio Albertazzi, Brigitte Bardot, Adriano Celentano, John Lennon, Bob Dylan, Gianni Morandi, Sting, Jovanotti, l’oncologo Umberto Veronesi e tantissimi altri.