aria nuova teatro

LA POESIA VEGGENTE
DI SRI AUROBIDO

- 2010 -

recital poetico-musicale

regia di Tommaso Iorco
aiuto-regia Leonardo Cellai

con Geraldine Mullan,
Gilberto Carusi
e Tommaso Iorco

prima rappresentazione:
aula magna liceo classico “Torlonia”, Avezzano,
7 maggio 2010

KALIGONE

- 2009 -

di e con Tommaso Iorco

prima rappresentazione:
Lausanne, Salle Turin,
18 dicembre 2009

locandina di Simonetta Invernizzi

Pamela Romano Tommaso Iorco

Marcella Mariotti

Mère,
l’aurora di una nuova specie

- 2005 -

a cura di Tommaso Iorco

con
Marcella Mariotti,
Tommaso Iorco,
e i musicisti
Pamela Romano (violino)
e Giorgio Galli (tastiere)

locandina di Edoardo Baraldi

prima rappresentazione:
teatro-auditorium Don Guanella, Como,
26 febbraio 2005

candele

Daniela Grassi

Marco Testori

Tommaso Iorco

Giorgio Masciocchi forno

La luce
della memoria

in ricordo dello sterminio del popolo ebraico
e dei deportati politici nei campi nazisti

- 2003 -

regia di Tommaso Iorco

con
il canto di Daniela Grassi,
il violoncello di Marco Testori,
le voci di Marcella Mariotti,
Giorgio Masciocchi e T.Iorco

locandina di Edoardo Baraldi

prima rappresentazione:
Lurago d’Erba, Salone Consiliare,
27 gennaio 2003

fotografie di Ivo Negrisolo

«Un rito laico, una rievocazione della Shoah accorata e lontana dalla retorica… Un lavoro commissionato all’attore-regista Tommaso Iorco e realizzato poi con l’aiuto di istituzioni di rilievo quali il Centro di Documentazione Ebraica e l’Istituto Perretta.
Un puzzle di testimonianze e citazioni dei sopravvissuti dei lager, esposte lungo il corridoio, accompagnava lo spettatore alla porta della sala, sulla quale campeggiava il famoso motto di Auschwitz: Arbeit macht frei. Essenziali gli elementi visivi scelti da Iorco:
un candelabro a sette bracci, due alberi rinsecchiti (metafora dello stato di non-vita sperimentato dai deportati); uno schermo sul quale scorrevano immagini selezionate con misura, documenti alieni dalla ricerca dell’orrore, cui la televisione indulge troppo spesso.
La luce e la parola, rimedi all’oblio, sono state, insieme alla musica, le componenti forti di questa drammaturgia dai ritmi lenti e circolari. Citazioni letterarie da Brecht a Ungaretti si sono fuse con stralci di documenti e di scritti privati. Il canto yiddish si è mescolato con la musica di estrazione colta, nell’alternarsi e sovrapporsi della voce di D.Grassi e del violoncello di M.Testori.
Applausi lunghi ma composti hanno premiato, al termine, un lavoro in cui i toni dell’emozione e del sussurro hanno prevalso su quelli dell’urlo; un degno omaggio ai troppi scomparsi della Shoah»
Marina Riboni, La Provincia.

Sabrina Camera S.Camera e T.Iorco

M.Testori e T.Iorco

Il pentagramma poetico

- 2002 -

regia di Tommaso Iorco

con
Marco Testori
(violoncello e pianoforte)
Sabrina Camera
(coreografia e danza)
Tommaso Iorco

prima rappresentazione:
Moltrasio, Villa Passalacqua,
22 giugno 2002

«Un’occasione unica per assistere ad una rappresentazione che unisce sullo stesso palcoscenico tre grandi artisti, tre modi diversi di intendere l’arte, fondendoli in un recital all’insegna dell’universale rappresentabilità della parola»
Il Giornale di Como.

M. Mariotti e danzatrice

M. Mariotti e danzatrice

M. Mariotti e danzatrice

Magna Mater

- 2000 -

regia di Tommaso Iorco

con Marcella Mariotti
e la danzatrice Elena Parravicini

scelta dei testi poetici e traduzioni
a cura di Tommaso Iorco

prima rappresentazione:
Como, Spazio Gulliver,
19 febbraio 2000.

«Sono almeno diecimila anni che il mito della Grande Madre trova spazio nelle culture che si sono avvicendate nell’area mediterranea. Un’evoluzione che ha posto questa fondamentale figura, nel suo simbolismo legato alla terra, di fronte a una frattura (avvenuta circa quattromila anni fa) per essere poi spodestata a favore del Dio Padre. Il mito prende forma nello spettacolo Magna Mater attraverso una ricostruzione effettuata dal regista teatrale Tommaso Iorco. Si tratta di un monologo che si snoda attraverso le parole di vari poeti e che ha il suo punto di forza nel recupero della originaria valenza rituale del teatro… Dal rapporto sentimentale espresso dal Petrarca si arriva alla vera unione dell’anima umana con la Madre Divina di Sri Aurobindo»
Paola Pioppi, Il Corriere della Sera.

Tommaso Iorco

Alla ricerca del mantra
nella poesia italiana

- 1999 -

recital di poesia in due parti:
I - Dal Paradiso all’Infinito
II - Dai Moderni all’Eterno

diretto e interpretato da Tommaso Iorco

prima rappresentazione:
Como, Centro So’ham,
6 novembre 1999.

«Un percorso che si snoda dal Duecento ai nostri giorni, condito con aneddoti gustosi e talvolta persino piccanti… Un’avventura da non perdere»
Chiara Ratti, Il Giornale di Erba.

Durga

Vandé Màtaram

- 1997 -

regia di Tommaso Iorco

con l’attore bengalese Pallab Talukdar
e la danzatrice odissi Nivedita Parhi

prima rappresentazione:
Rho, Gran Salone degli Affreschi,
31 maggio 1997.

«Un “Saluto a Madre India” in occasione del Cinquantenario della proclamazione dell’Indipendenza»
La Stampa.

danza di apertura

Henri Alazas Radha Zehhar

danza

M.A. Acosta e O. R. Casares

Pangea

(l’unità nella diversità)

- 1994 -

regia di Tommaso Iorco

FESTA-SPETTACOLO

con oltre trenta artisti
provenienti da varie parti
del mondo — Europa,
Medio ed Estremo Oriente,
Americhe —, tra i quali:

Radha Zehhar (Algeria), Tawfik Yunes (Arabia), Pam Chau Loan (Vietnam), Qin Siliang (Cina), Teresa Valaer (U.S.A.), Miguel Angel Acosta (Argentina), Oscar Roberto Casares (Argentina), Clarisse (Africa), Henri Alazas (Filippine), Anjali Kapur (India), Aurofillio (India), Tatiana Korobanova (Russia), Pavel Lozounov (Russia), Kroiherova Ludmila (Russia), Eva Gomiero (Italia)

prima rappresentazione: Torino,
Piazza Palazzo di Città,
10 giugno 1994.

«Una manifestazione multimediale che vuole comunicare la necessità vitale della preservazione e della convivenza pacifica di tutte le culture»
Claudio Montagna,
Ufficio Stampa della Città di Torino.

T. Iorco e danzatrici

saluti finali

Tommaso Iorco

Una stagione all’inferno

- 1993 -

regia di Tommaso Iorco

coreografie di Patrizia Crepaldi
e Cristiana Candellero

adattamento del testo poetico Une saison en enfer
di Arthur Rimbaud a cura di Tommaso Iorco

con Tommaso Iorco
e la compagnia di danza Nuovo Steps:
Cristiana Candellero, Patrizia Crepaldi,
Patrizia Baio, Sabina Barbagallo, Cristina Barisone, Margherita Ciravegna, Stefania Cordero, Simona Di Miceli, Roberta Gasparre, Catia Marinucci, Elisa Odetto, Alessandra Rella, Carla Visconti

prima rappresentazione:
Torino, Teatro Regio,
10 dicembre 1993.

«Le ribellioni, le angosce e i sogni di Rimbaud sono stati rivissuti in un adattamento teatrale assai convincente… La recitazione è appassionante, avvolta dalla seduzione della danza che riesce ad esprimere la verità poetica grazie alle efficaci coreografie…
Tra recitazione e danza viene raggiunta un’armonia commovente, e il corpo di ballo si presta così a materializzare quelle visioni, le illuminazioni, i fantasmi della sofferta e veggente poesia di Rimbaud»
Antonio Miredi, Reporter.

Silvia Numis

Tommaso Iorco

G. Franzoni e D. Delvino

Il figlio del corpo

- 1992 -

regia di Tommaso Iorco

con Domenico Delvino, Gianfranco Franzoni, Tommaso Iorco, Silvia Numis, Sylvie Sturiale e comparse

drammaturgia a cura di Tommaso Iorco

(con alcune scene tratte
dal Prometeo di Eschilo,
dall’Antigone di Sofocle,
e frammenti di inni del Rgveda)

prima rappresentazione:
Torino, Castello del Valentino,
19 settembre 1992.

«Attraverso i miti di Prometeo, di Antigone e dei cantori vedici, viene compiuto un viaggio nel passato dell’uomo fino ad arrivare all’epoca moderna e a comprendere che c’è ancora una speranza per l’umanità, nonostante i fallimenti e le delusioni»
Laura Cardia, Millepalchi.

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